Anticipazione del Foglio dell'11 aprile
Chiesa e politica secondo il Wall Street Journal
"Paradossalmente, il partito più attivo nel sostenere le preoccupazioni del Vaticano per la sacralità della vita è guidato da un ex comunista e autodichiarato “teista”, che non appartiene a nessuna chiesa. Giuliano Ferrara, direttore del piccolo ma influente quotidiano il Foglio, ha dato vita alla sua lista antiabortista sull’onda della sua campagna per una “moratoria” mondiale sull’aborto. Sebbene nessuno si aspetti che riesca a raccogliere molti volti, mesi e mesi di costante attenzione da parte del suo giornale hanno riportato la questione dell’aborto alla ribalta della scena, come non lo era mai più stata fin dal referendum del 1981, che ne aveva confermato la legalità. Le autorità ecclesiastiche hanno mantenuto le distanze dalla campagna di Ferrara, forse perché temono che una spinta eccessiva in senso proibizionista potrebbe rivelarsi controproducente, contribuendo a mobilitare il voto pro abortista, come già avvenuto nel 1981. Ciononostante, l’iniziativa di Ferrara è un esempio di quel genere di alleanza tra cristiani e non credenti comprensivi che Benedetto XVI ritiene necessaria per il rinnovamento spirituale dell’Europa e dell’occidente". Il testo integrale è sul Foglio quotidiano dell'11 aprile

"Paradossalmente, il partito più attivo nel sostenere le preoccupazioni del Vaticano per la sacralità della vita è guidato da un ex comunista e autodichiarato “teista”, che non appartiene a nessuna chiesa. Giuliano Ferrara, direttore del piccolo ma influente quotidiano il Foglio, ha dato vita alla sua lista antiabortista sull’onda della sua campagna per una “moratoria” mondiale sull’aborto. Sebbene nessuno si aspetti che riesca a raccogliere molti volti, mesi e mesi di costante attenzione da parte del suo giornale hanno riportato la questione dell’aborto alla ribalta della scena, come non lo era mai più stata fin dal referendum del 1981, che ne aveva confermato la legalità. Le autorità ecclesiastiche hanno mantenuto le distanze dalla campagna di Ferrara, forse perché temono che una spinta eccessiva in senso proibizionista potrebbe rivelarsi controproducente, contribuendo a mobilitare il voto pro abortista, come già avvenuto nel 1981. Ciononostante, l’iniziativa di Ferrara è un esempio di quel genere di alleanza tra cristiani e non credenti comprensivi che Benedetto XVI ritiene necessaria per il rinnovamento spirituale dell’Europa e dell’occidente. Quattro giorni dopo le elezioni italiane il Papa parlerà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Nel suo discorso solleverà senza dubbio un certo numero di questioni di portata globale, sia di natura strettamente specifica, come la guerra in Iraq, che di natura più generale, come la protezione della vita “dal concepimento fino alla morte naturale”. Come ha già fatto in parecchie occasioni, Benedetto XVI sosterrà le sue tesi non sulla base della dottrina cattolica ma su quelli dei principi etici del “diritto naturale”, comune a tutta l’umanità. E’ in questi stessi termini che il Papa e i suoi seguaci devono imparare a rivolgersi all’Italia e ai suoi vicini, dato che il territorio tradizionale della chiesa si sta progressivamente riducendo. Sostituendo i vecchi partiti confessionali con coalizioni ad hoc, raccolte su un tema particolare, il cattolicesimo può ancora riuscire a ripresentarsi come una potente forza politica nella laica Europa".
Francis X. Rocca
© The Wall Street Journal, per concessione di Milano Finanza, traduzione di Aldo Piccato
Francis X. Rocca
© The Wall Street Journal, per concessione di Milano Finanza, traduzione di Aldo Piccato